Dall’incontro con l’azienda
al recupero delle somme non dovute
A chi ci rivolgiamo
Ci rivolgiamo a tutti coloro che operano con le Banche.
Poiché abbiamo constatato l’elevatissimo numero di conti correnti inficiati da errori, spesse volte gravissimi, che nel tempo incidono in maniera pesante sui bilanci d’impresa, invitiamo tutte le aziende, che da almeno tre anni hanno rapporti con le banche, a contattarci perché attraverso una proiezione di convenienza siamo in grado di stabilire per ciascun conto corrente, non solo il “quantum” da riavere ma anche la casistica degli errori commessi: se sono ultralegali, anatocistici, usurari, su commissioni di massimo scoperto ecc.
Soltanto dopo questa proiezione di convenienza, si decide insieme all’azienda se procedere, per ciascun conto o solo per alcuni (per quelli più convenienti per importi da riavere) ,alla stesura delle perizie.
Inoltre consigliamo alle aziende nate di recente di farsi controllare trimestralmente i loro C/C o quelli più importanti, affinché gli errori bancari possono essere evidenziati e corretti in tempo prima che le banche, negli anni possano approfittare illegalmente così tanto con l’azienda da crearle seri problemi sul bilancio.
Naturalmente quelle aziende nate già da tempo hanno cento ragioni in più per farsi controllare i loro C/C trimestralmente.
1. La proiezione di convenienza
Dopo aver contattato l’azienda e ricevuto da essa gli estratti trimestrali di C/C con lo scalare e con i rispettivi contratti, la Cofi procede alla stesura di una proiezione di convenienza, sarà un’analisi sintetica.
Verrà poi illustrata all’azienda per poter scegliere insieme, alla luce anche dei risultati numerici e dell’analisi contrattuale, quali posizioni di conto corrente di quelli analizzati potranno passare a perizia.
2. La perizia
La perizia, invece, è un’analisi minuziosa attenta e completa non solo sul quantum che l’azienda dovrà riavere, ma sul perché lo deve riavere. È tutta una chiara dimostrazione supportata da documenti e da calcoli che definiscono gli importi che le banche hanno illegalmente trattenuti e che dunque vanno restituiti all’azienda.
Le analisi naturalmente saranno diverse con diverse impostazioni se trattansi di C/C , di SWAP o di mutui, ma la finalità è la stessa: cioè far sì che tutto il maltolto rifluisca nell’azienda da dove è stato ingiustamente preso.
La Cofi chiede anche all’azienda gli ultimi due bilanci, anche e soprattutto perché nell’incontro con il legale e con i tecnici si vuole valutare meglio la consistenza aziendale con le posizioni bancarie per prendere la migliore decisione operativa.
3. Incontro con il legale
In sede di incontro con il legale questi illustrerà gli aspetti più salienti della relazione, individuando l’iter più opportuno da seguire.
4. L’avvio del dialogo con l'istituto di credito
Il primo approccio con la banca è sempre improntato a trovare un’intesa bonaria. Se questa non dovesse trovare rispondenza alcuna da parte dell’istituto di credito si può richiedere al tribunale competente un ATP (Accertamento Tecnico Preventivo). Da qui si possono, poi, determinare vari sviluppi che saranno presi in considerazione e affrontati man mano che si presenteranno.
La Cofi, insieme al legale, per la parte tecnica che le compete, assisterà l’azienda fino alla conclusione: sia essa un accordo bonario, sia essa determinata da una sentenza.
In tutto questo lasso di tempo, l’azienda è costantemente informata di ogni incontro, dei risultati che andranno maturando e parteciperà a tutti quegli incontri dove le scelte decisionali possono essere determinanti per l’azienda stessa.
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