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Azienda di costruzioni del Bresciano ottiene ricalcolo a credito di oltre € 220mila

Tribunale di Brescia

Azienda di costruzioni del Bresciano ottiene ricalcolo a credito di oltre € 220mila

Sentenza 32035/2016 Tribunale di Brescia – Banca di credito cooperativo contro Azienda di costruzioni, opposizione a decreto ingiuntivo con cui la banca pretendeva dall’azienda Lire 7.773.829 per fido di cassa + Lire 288.220.113 (lire perché il conto è aperto dall’anno 1993).

Cofi tramite i suoi legali ha chiesto la sospensione e revoca del decreto ingiuntivo poiché la banca ha depositato un mero “saldo di conto” privo della rappresentazione analitica delle voci a debito e credito e non ha allegato le condizioni economiche dell’originaria apertura di credito.

Inoltre gli analisti Cofi hanno dimostrato che la Banca ha illegittimamente applicato interessi ultra legali, capitalizzazione trimestrale degli interesse passivi, commissione di massimo scoperto e spese in difetto di apposita pattuizione.
In aggiunta sono emersi interessi usurari ritrovati nella lettera di apertura di credito nel 2003-2005-2006 che corrispondono ad USURA PATTIZIA (cioè il contratto tra banca e cliente parte con usura, tassi oltre i limiti di legge).

Non servono a nulla i tentativi della Banca di eccepire prescrizioni (cioè scadenze del diritto dell’azienda a richiedere indietro interessi) perché il CTU – il tecnico nominato dal giudice – dà completamente ragione alla perizia redatta da Cofi.
Difatti il CTU ha correttamente accertato il saldo per effetto del ricalcolo a credito dell’azienda difesa dai legali Cofi per Euro 220.007,10 oltre ad usura oggettiva per Euro 2.168,03.
All’esito del predetto ricalcolo nessuna somma è dovuta dalla società correntista all’istituto di credito, il cui decreto ingiutivo è risultato infondato e revocato dal giudice.

Ma c’è di più, i legali Cofi non si limitano a negare l’esistenza del credito della Banca, ma con una domanda riconvenzionale chiedono alla banca la restituzione delle somme di denaro pretese illegittimamente alla società per Euro 112.468,15 facendo condannare la banca alla restituzione oltre interessi legali dalla data della domanda a quella dell’effettivo pagamento.

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