16 luglio 2008: La Corte di Appello di L’Aquila condanna una primaria banca abruzzese al pagamento in favore di una società Pescarese per la somma di oltre 12.000,00 euro dando seguito alla netta vittoria conseguita in primo grado presso il tribunale di Pescara già il 29 settembre 2004. In occasione di questo prima sentenza si nota che il cliente era stato ingiunto dalla banca a pagare, nel 1999, oltre 200 milione di Lire mentre il giudice ha ridimensionato il debito a poco più di 3000,00 euro. questo perché il decreto ingiuntivo era stato ottenuto dalla banca sulla scorta di un saldo di conto corrente non vero poiché inficiato da interessi anatocistici, ultralegali e commissioni illegittime (vedi commissioni di massimo scoperto interamente restituite).