Il 12 giugno 2008 la Corte di Appello di Venezia conferma la condanna al pagamento di una sanzione di 511.200,00 euro respingendo il ricorso che la stessa Banca aveva avanzato contrariando quanto stabilito dalla CONSOB nell’agosto del 2007.

Per la prima sezione civile veneta, infatti, non è stata provata da Unicredit “l‘adozione di alcuno specifico accorgimento procedurale atto a verificare il possesso da parte della clientela dei requisiti richiesti dall’Articolo 31 del regolamento CONSOB 11522/98, di tal che la veste di operatore qualificato era connessa – con ogni relativo effetto – alla sola dichiarazione per iscritto del legale rappresentante della società ( soluzione di per sé non ammissibile, avuto riguardo alla già cennata sofisticazione dei prodotti finanziari negoziati, la cui gestione, nemmeno immune da profili di azzardo, doveva comportare ogni opportuno controllo preliminare sulla clientela)“.

La corte ha inoltre precisato che in riferimento alla tipologia di verifica sull’esposizione dei clienti messa in atto da Unicredit “non appaiono adeguatamente finalizzate alla necessaria tutela delle esigenze della clientela, comportando in concreto valutazioni dirette a porre in luce il -rischio cliente- sopratutto nell’ottica di tutelare la banca intermediaria, nel caso di difficoltà finanziarie del cliente stesso, più che al ben diverso fine di assicurare al medesimo un prodotto finanziario corrispondente alle sue specifiche esigenze“.

…Un ulteriore tassello positivo per le PMI vessate dai contratti derivati e che intendono vantare il loro diritti….