Come spesso capita in queste tipologie di sentenze, il caso in questione vede ribaltare completamente la situazione di un rapporto di conto corrente bancario. La società correntista subisce un decreto ingiuntivo per 51.534,26 euro in data 16 aprile 2002. Dopo sei anni di disquisizioni giudiziarie il giudice unico dott. Zaccagnini del Tribunale civile di Pescara, con sentenza depositata l’11 novembre 2008 ridetermina il saldo di conto corrente (si rifletta in questo!!!) a più 215.552,80 euro.

Ci sono migliaia di casi in Italia analoghi a questo. Molte sono le situazioni di pari gravità ( nel caso de quo si parla di dover opporre un decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca) in cui il saldo di conto corrente riportato sull’estratto conto non sia vero poiché inficiato da anatocismo, commissioni e spese illegittime, usura; questo comporta inevitabilmente la possibilità che i correntisti siano a credito sui loro conti o siano in posizioni di minor debito rispetto a quello comunicato dalla banca.

Il messaggio vuol essere invito a mobilitarsi per controllare i propri conti correnti e verificare quanto di vero c’è o non c’è!!!…..ad ogni modo i fatti ci danno ragione!!!..non c’è un conto corrente corretto!!!!